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Se un bambino vive nella critica impara a condannare.
Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire.
Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido.
Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.
Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.
Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.
Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.
Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.
Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi.
Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara a trovare l'amore nel mondo.
Doret's Law Nolte
Crescendo impari che la vita forse non era quel grande sogno di viaggi
e avventure che da bambina facevi... ma che la realtà non e mai così male..
Che sono le piccole cose che la rendono preziosa...come una passeggiata con la persona che
ami... un tramonto... un cielo stellato... un mare calmo... un prato verde... o
un campo di grano.
Crescenso impari... che la felicità non è un conto in banca.. nè la corsa
al potere e al successo.. che si può vivere di cose semplici..e non
sprecare il tempo prezioso cercando di accumolare soldi che poi non hai
il tempo di spendere..
Crescendo impari che non tutte le persone sono buone.. che non di tutti ci
si può fidre... ma che ci sono persone ke ti saranno sempre vicino.. Crescendo impari che non tutto va dato per scontato... e ke bisogna lottare per difendere un idea... per ottenere un risultato.
Crscendo impari.. che non tutto è dovuto..ma che dobbiamo anke
meritarcelo...
Crescendo impari..che non si finisce mai di crescere...NE' DI IMPARARE....
In un giorno molto caldo una giovane donna sposata andò in visita a casa di sua madre e, insieme, si sedettero su un sofà a bere the ghiacciato.
Mentre parlavano della vita, del matrimonio, delle responsabilità e degli obblighi dell'età adulta la madre pensosa fece tintinnare i suoi cubetti di ghiaccio nel bicchiere e lanciò un'occhiata serena e intensa alla figlia:
"Non dimenticare le tue Sorelle!" le raccomandò, facendo turbinare le sue foglie di the sul fondo di vetro "Esse saranno sempre più importanti man mano che invecchierai. Non importa quanto amerai tuo marito, né quanto amerai i bambini che potrai avere: avrai sempre bisogno di Sorelle. Ricordati viaggiare con loro ogni tanto: ricordati di fare delle cose con loro... ricordati che 'Sorelle' significa TUTTE le donne... le tue amiche, le tue figlie, e tutte le altre donne che ti saranno vicine. Tu avrai bisogno di altre donne, le donne ne hanno sempre bisogno." 
ma che strano consiglio!" pensò la giovane donna "Non mi sono appena sposata? Non sono appena entrata nel mondo del matrimonio? Adesso sono una donna sposata, per fortuna! Sono adulta! Sicuramente mio marito e la famiglia cui stiamo dando inizio saranno tutto ciò di cui ho bisogno per realizzarmi!". Ma la giovane donna ascoltò sua madre e mantenne contatti con altre donne ed ebbe sempre più 'sorelle' ogni anno che passava. Un anno dopo l'altro venne gradualmente a capire che sua madre sapeva molto bene di cosa stava parlando: stava parlando di come, mentre il tempo e la natura operano i loro cambiamenti e i loro misteri sulla vita di una donna, le sorelle sono il suo sostegno. Dopo più di cinquanta anni vissuti in questo mondo, questo è tutto ciò che ha imparato, È TUTTO QUI: Il tempo passa. La vita avviene. Le distanze separano. I bambini crescono. I lavori vanno e vengono. L'amore scolorisce o svanisce. Gli uomini non fanno ciò che speriamo. I cuori si spezzano. I genitori muoiono. I colleghi dimenticano i favori. Le carriere finiscono. MA... le Sorelle sono là! Vorrei avere il potere di riuscire ad entrare nella mente delle persone...per sapere la verità ...
... forse perchè mi sono stufata di confrontarmi con persone che
fanno immensi giri di parole...
e finiscono per dire sempre e solo mezze verità che
non verrai mai a sapere totalmente...
Verrebbe voglia di sbriciare fra i loro pensieri... Già!
"... Moltiplica queste 4 parole per l'infinito e scopri le cose che vorrei dirti... ma va bene cosi..."
-- ripiombo nel caos --
Io non sono depressa. Io non sono triste. Io non sono in paranoia. Io sono solo una persona che pensa troppo. Quando vivo una certa situazione... penso. Quando provo una sensazione... penso. Quando penso... penso. Quando dormo... penso. Quando sogno... penso. Quando osservo... penso. Quando scrivo... penso. Quando leggo... penso. Perfino quando abbraccio... penso. E tutti questi pensieri da qualche parte li raccolgo. Si creano dei pensieri appunto [?!?] che finiscono qui. Solo che qualcuno mi dice "ho letto il tuo blog, cosa non va?" Ecco! Questo non va. Non va che non dovresti leggere qui per capire che non va. Soprattutto se mi hai guardato in faccia fino a poco prima. Ecco! Io lo so che ho parecchi problemi di comunicazione... però so che se ti ho davanti capisco se qualcosa non va. Dove il "ti" è un "ti" generico. Io non sono triste. Solo a volte certe emozioni rimangono più impresse di altre. Malinconica... questo si. "Il mio pensiero"
Cosa c’entra questo cielo lucido Che non è mai stato così blu E chi se ne frega delle nuvole Mentre qui manchi tu
Pomeriggio spompo di domenica Come fanno gli altri a stare su Non arriva neanche un po’ di musica Quando qui manchi tu
E adesso che sei dovunque sei Chissà se ti arriva il mio pensiero Chissà se ne ridi o se ti fa piacere
Cosa c’entra quel tramonto inutile Non ha l’aria di finire più E ci tiene a dare il suo spettacolo Mentre qui manchi tu
Così solo da provare panico E c’è qualcun'altra qui con me Devo avere proprio un aria stupida Sai com' è.. manchi te
E adesso che sei dovunque sei Chissà se ti arriva il mio pensiero Chissà se ne ridi o se ti fa piacere
E adesso che sei dovunque sei Ridammelo indietro il mio pensiero Deve esserci un modo per lasciarmi andare
Cosa c’entra questa notte giovane Non mi cambia niente la tv E che tristezza che mi fa quel comico Quando qui manchi tu
E adesso che sei dovunque sei Chissà se ti arriva il mio pensiero Chissà se ne ridi o se ti fa piacere
E adesso che sei dovunque sei Ridammelo indietro il mio pensiero Deve esserci un modo per lasciarmi andare
- Ligabue -
Pubblico di seguito lo spezzone di un post pubblicato sul suo blog
( http://hartypax13.spaces.live.com/default.aspx ) da un amico virtuale...
Dal blog di Harty ( O meglio di Paride ) ... questa è per voi ... ma soprattutto PER ME!
"Diventano
sempre meno le cose che riesco a dire di amare.
Tutto trova il modo di
tradirti, dai ragazzi ( riadattato ) agli amici, dallo studio all’università, dai
cantanti alle canzoni, dallo sport alla politica, dalle droghe alla
vita di astinenza..
Sono
riuscito a trovarci merda in tutto, e non perché mi impegno a cercarla
(anzi), ma perché ne è pieno sto mondo.
In tutto ciò comunque si campa
e continuo a rigirarmi con gli occhi del bambino e tento di dimenticare
le cicatrici..
mi rivivo tutto, che purtroppo a farci male ci siamo
abituati, tentiamo più di sopportare il dolore che evitarlo.. il che
vuol dire semplicemente continuare a vivere."
Quel
che proviamo quando siamo innamorati è forse la nostra condizione
normale.
L'amore mostra all'uomo come dovrebbe essere. [Cechov] Chi non muore...
Cerco negli occhi.Guardo attraverso i pensieri.
So che da qualche parte si nascondono cose nuove... nuovi affetti, nuove sensazioni, nuove emozioni, nuove mete, nuovi io! E' inutile girarsi indietro. Inutile ripensare a ciò che era.
Inutile
credere che qualcosa tornerà indietro.
L'inverno non torna, dopo la
primavera. Un frutto caduto non torna sull'albero. Una persona ferita
non torna da chi l'ha ferita. L'Autunno è alle porte. Non ci nasconde nulla se non il clado che
era, se non il sole in abbondanza, se non il blu intenso del cielo. Non importa ciò che è stato. Importa ciò che si è... e ciò che si vuole essere.
Ti osservo da qui... So dove sei. So chi eri, ma non so più chi sei. E vorrei... e non vorrei. 

[In questo momento ci sono 6470818671 persone al mondo.
Qualcuno ha paura.
Qualcuno è tornato a casa. Altri mentono per superare la giornata. Altri stanno affrontando la verità. Alcuni uomini sono cattivi e fanno la guerra ai buoni. Altri sono buoni e lottano contro il male. Sei miliardi di persone. Sei miliardi di anime.
E qualche volta...
Te ne serve una sola.]
e se quella persona l'avete trovata cosa siete disposti a fare?? Interiormente complicata e complessa Inconsapevolmente seduttiva Alquanto curiosa Innegabilmente sognatrice Senza dubbio passionale Paurosamente emotiva Assolutamente auto-IRONICA
PER IL MIO MASSIMO BENE SPIRITUALE DA OGGI: prima di tutto ascoltero' quello che Agnese vuole davvero (e non dovro' piu sentirmi in colpa per nessuna mia decisione )
!) ASCOLTARMI DI PIU' 2) RINUNCIARE A CAPIRE GLI UOMINI
INFANTILI/INESPRESSIVI/FREDDI/SUPERFICIALI/TIMIDI/ARROGANTI/POCO LOQUACI 3) CAMBIO LAVORO 4) DARE ULTIMI ESAMI 5) PERDERE 5 KG... e rientrare nel tubino griffato che tanto mi piace!
6) FAR CRESCERE I CAPELLI BASTA TAGLIARLI OGNI VOLTA CHE SONO TRISTE 

Ricorda
per sempre il 5 novembre, il giorno delle congiure delle polveri contro
il parlamento. Non vedo perché di questo complotto, nel tempo il
ricordo andrebbe interrotto. Ma l'uomo? So che il suo nome era Guy
Fawkes e so che nel 1605 tentò di far esplodere il parlamento inglese.
Ma chi era realmente? Che tipo d'uomo era? Ci insegnano a ricordare le
idee e non l'uomo, perché l'uomo può fallire. L'uomo può essere
catturato, può essere ucciso e dimenticato. Ma 400 anni dopo ancora una
volta un'idea può cambiare il mondo. Io sono testimone diretto della
forza delle idee, ho visto gente uccidere per conto e per nome delle
idee, li ho visti morire per difenderle… Ma non si può baciare un'idea,
non puoi toccarla né abbracciarla; le idee non sanguinano, non provano
dolore... le idee non amano. Non è di un'idea che sento la mancanza ma
di un uomo, un uomo che mi ha riportato alla mente il 5 novembre: un
uomo che non dimenticherò mai. [(Prologo)]
In questa notte estremamente fausta permettimi dunque in luogo del più
consueto nomignolo di accennare al carattere di questa Dramatis Persona.
Voilà. Alla Vista un umile Veterano del Vaudeville, chiamato a fare le
Veci sia della Vittima che del Violento dalle Vicissitudini del fato.
Questo Viso non è Vacuo Vessillo di Vanità, ma semplice Vestigia della
Vox populi, ora Vuota, ora Vana. Tuttavia questa Visita alla Vessazione
passata acquista Vigore ed è Votata alla Vittoria sui Vampiri Virulenti
che aprono al Vizio, garanti della Violazione Vessatrice e Vorace della
Volontà. L'unico Verdetto è Vendicarsi... Vendetta... E diventa un Voto
non mai Vano poiché il suo Valore e la sua Veridicità Vendicheranno un
giorno coloro che sono Vigili e Virtuosi. In Verità questa Vichyssoise
Verbale Vira Verso il Verboso, quindi permettimi di aggiungere che è un
grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi V. (V)
Le mille indegnità della natura scivolano su di lui, disdegnando la fortuna e brandendo il ferro sanguinante di fumosa strage. (V) [Citando William Shakespeare, Macbeth]
Siamo spesso da biasimare in questo, è ben provato che con un'aria devota e un'azione pia inzuccheriamo lo stesso diavolo. (V) [Citando William Shakespeare, Amleto]
Io, come Dio, non gioco ai dadi, e non credo nelle coincidenze. (V) [Citando Albert Einstein]
Il nostro compito è riferire le notizie, non fabbricarle, quello è compito del governo. (Dascomb)
Voglio parlare con lei prima che scompaia dietro a uno dei cappucci neri di Creedy. (Finch)
Buona sera, Londra. Prima di tutto vi prego di scusarmi per questa
interruzione. Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine
quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della
ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della
commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato,
generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta
atroce e cruenta vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che
avremmo potuto dare risalto a questo 5 novembre, un giorno ahimè
sprofondato nell'oblio, sottraendo un po' di tempo alla vita
quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere. Alcuni vorranno
toglierci la parola, sospetto che in questo momento stiano strillando
ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché?
Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non
perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere
al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione
della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in
questo paese. Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì
dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare
nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di
sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com'è
accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più
responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora
una volta, a dire la verità, se cercate il colpevole.. non c'è che da
guardarsi allo specchio. Io so perché l'avete fatto. So che avevate
paura. E chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie. C'era una
quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a
corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La
paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi
rivolgeste all'attuale Alto Cancelliere, Adam Sutler. Vi ha promesso
ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso.
Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio. Ieri sera io ho
distrutto il vecchio Bailey, per ricordare a questo paese quello che ha
dimenticato. Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto
imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua
speranza, quella di ricordare al mondo che l'equità, la giustizia, la
libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete
visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi
consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre. Ma se vedete
ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla
ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un
anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme
offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato. (V)
E così ricopro la mia nuda perfidia con antiche espressioni a me
estranee rubate ai sacri testi e sembro un santo quando faccio la parte
del diavolo. (V) [Citando William Shakespeare, Riccardo III]
E la morale è... i buoni vincono, i cattivi perdono e come sempre l'Inghilterra domina! (Lewis Prothero)
Gli artisti usano le bugie per dire la verità mentre i politici per coprire la verità. (Evey)
Io oso fare tutto ciò che può essere degno di un uomo, chi osa di più non lo è. (V) [Citando William Shakespeare, Macbeth]
Io sono il frutto di quello che mi è stato fatto. È il principio
fondamentale dell'universo: a ogni azione corrisponde una reazione
uguale e contraria. (V)
La coincidenza non ha madre. (V)
Ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole non c'è che da guardarsi allo specchio. (V)
Nascondi ciò che sono e aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni. (V) [Citando William Shakespeare, La Dodicesima Notte]
Nessuno dimenticherà più quella notte e il significato che ha
avuto per questo paese. Io non dimenticherò mai l'uomo e il significato
che ha avuto per me. (Evey)
Una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare. (V)[Citando Emma Goldman (If i can't dance, it's not my revolution!)]
Ecco! All'inzio anche io pensavo fosse odio, l'odio era l'unica
cosa che conoscevo, l'odio aveva costituito il mio mondo, mi aveva
imprigionato, mi aveva insegnato a mangiare, bere, respirare. Pensavo
che l'odio che mi scorreva nelle vene mi avrebbe ucciso. (V)
Ascoltami, ascoltami, ascoltami. Questo può essere il momento
più importante della tua vita. Mettici tutta te stessa. Ti hanno
portato via i genitori, ti hanno portato via tuo fratello, ti hanno
chiuso in una cella e ti hanno preso tutto ciò che potevano tranne la
vita, e tu hai creduto che esistesse solo quella. Vero? che l'unica
cosa rimasta fosse la tua vita. Ma non era vero! Hai trovato
qualcos'altro. In quella cella hai trovato qualcosa di più importante
della vita. Perché quando hanno minacciato di ucciderti se non avessi
dato loro quello che volevano, tu hai detto che avresti preferito
morire. Hai affrontato la morte Evey, eri calma, eri ferma. Prova a
sentire ora quello che sentivi prima. (V)
All'improvviso ho avuto l'impressione che fosse tutto collegato. Era
come se potessi vedere tutto. Una lunga catena di eventi che risalivano
a molto prima di Lark Hill. Mi è sembrato di poter vedere quello che
era successo prima. E quello che ancora deve succedere. Era come uno
schema perfetto, disposto davanti a me, e mi sono reso conto che ne
facciamo tutti parte, che siam tutti intrappolati. "Allora lei sa che
succederà". No, è stata una sensazione. Ma posso indovinare. Con un
simile caos qualcuno commetterà una sciocchezza e quando questo accadrà
le cose si metteranno male. E poi Sutler sarà costretto a fare l'unica
cosa che sa fare. A quel punto V non deve fare altro che mantenere la
sua parola, e poi... [Scena del domino in cui Finch capisce tutto] Sia maledetto chi per primo inventò la guerra. Christopher Marlowe Se tutti si battessero soltanto secondo le proprie opinioni, la guerra non si farebbe mai. Lev TolstoiQuando
vi parleranno di guerra preventiva, dite loro di andare a combatterla
da soli. In seguito alla mia esperienza, sono giunto a odiare la
guerra. La guerra non risolve nulla. Dwight David Eisenhover Quando i ricchi si fanno la guerra, sono i poveri che muoiono. Jean Paul SartreQuando
chi sta in alto parla di pace, la gente comune sa che ci sarà la
guerra. Quando chi sta in alto maledice la guerra, le cartoline
precetto sono già state compilate. Bertolt Brecht Più che una fine della guerra, vogliamo la fine dei principi di tutte le guerre. Franklin Delano RooseveltNon esistono grandi guerrieri. La guerra non fa grande nessuno.Non c'è mai stata una guerra buona o una pace cattiva. Benjamin FranklinMai pensare che la guerra, anche se giustificata, non sia un crimine. Ernest Hemingwa
Tratto da: MESSAGGERO VENETO
Articolo di FERDINANDO CAMON
E’ venuto qui in mezzo a noi con la figlia Sanaa; la figlia crescendo
s’è innamorata di uno di noi e lui per punirla le taglia la gola:
dunque odia noi, ci odia a morte, giudica meritevole di morte quel che
noi siamo, tutta la nostra civiltà e anzitutto la nostra religione. E’
l’amarissima conclusione che dobbiamo trarre dal figlicidio di
Pordenone, nei termini in cui le cronache lo raccontano. Aveva un
lavoro, il padre. Un lavoro più che dignitoso, faceva il cuoco.
Lavorava anche la figlia. Carina, vitale, gioiosa. Nella foto ride e
splende come il sole, povera anima.
Uccisa come un animale non da noi, non dalla nostra società, non dal
razzismo, ma dal cuore del cuore della cultura di suo padre, che
(inutile girarci intorno e cercare formule attenuanti) si riduce a
questo: un musulmano e un cristiano non possono convivere, dove c’è un
musulmano il cristiano deve morire. Oppure: se un musulmano, e sia pure
una figlia, non la pensa così, va ucciso lui. Avendo un lavoro,
quest’uomo è il perfetto esempio di quelli che noi consideriamo
integrati: fa quel che facciamo noi, guadagna, sbarca il lunario, siamo
a posto. Invece no. Evidentemente, anche fra quelli che noi
consideriamo integrati ce ne sono che considerano la nostra civiltà
inammissibile sulla faccia della terra. Così facendo, quest’uomo (va
detto onestamente che sono pochi come lui, ma altrettanto onestamente
che non è il solo) mostra di non accettare niente dei cardini che
regolano la nostra vita individuale, familiare e sociale e cioè, i
codici e la Costituzione. Con questo delitto, li ha infranti tutti.
Perché non si sentiva in obbligo di rispettarne alcuno. Quindi, come
mai era qui? Come mai era entrato? E s’era insediato? E viveva tra di
noi? Lavorava regolarmente? E restava da anni? Per una nostra colossale
incomprensione: ci comportiamo con la più grande stupidità nel momento
in cui stabiliamo chi entra in casa nostra e chi torna indietro,
rispediamo a casa tanti disperati che nella nostra vita (cultura
compresa) troverebbero il paradiso e accettiamo, di riffe o di raffe,
elementi come questo, che sono nuclei di una civiltà nemica e
inconciliata. Uccidere una figlia, per un padre, è il massimo dei
delitti. Più che uccidere un figlio. Mi domando come abbia fatto a
tirarla fuori dall’auto per accoltellarla, vibrare le prime pugnalate
sul fidanzato che s’opponeva, inseguire come un animale predatore la
figlia che scappava strillando, raggiungerla, girarle la faccia e
tagliarle la gola, guardandola negli occhi. Come ha fatto? Non succede
spesso, per fortuna. Siamo i primi a dire che non bisogna generalizzare.
Niente guerra di religioni. Però, quando succede, un caso come questo è
un fulmine in una notte nera: quel che illumina ti spaventa. Dicono che
questo figlicidio ricorda quello di Hina, la povera ragazza pachistana
sgozzata dal padre e sepolta nel cortile di casa, nel 2006, nel
Bresciano, perché indossava i jeans e viveva all’occidentale. Sì, ci
sono delle somiglianze. Il caso di Hina è più tremendo di come lo
riassumono oggi. Perché Hina fu sgozzata dal padre, sì, ma i parenti
collaboravano tenendola ferma per le mani e per i piedi e quando fu
sepolta nel cortile, di notte, c’era un intero clan, più famiglie, a
scavare con le vanghe. E poi è successa una cosa ributtante per un
occidentale: la madre è sempre rimasta zitta per giorni e mesi; è
andata al processo contro il marito e solo quando il marito è stato
condannato è svenuta. Lo sgozzamento della figlia lo aveva tollerato
(con dolore, mi auguro e le auguro). La condanna del marito no, quella
era intollerabile. Possono vivere tra noi, padri, madri, fratelli e
parenti come questi? Sono pochi, certo. Pochissimi. Ma sono i peggiori
prodotti di un paio di principi nient’affatto marginali, tra gli
islamici: l’uomo val più della donna e il fedele val più dell’infedele.
In Occidente, principi del genere sono inammissibili. Gli islamici che
si integrano li rielaborano o li accantonano. Ma ci vuole un po’ di
cultura. Chi non ce la fa, come il padre di Sanaa e il padre di Hina, è
perché viene dagli strati profondi dell’ignoranza.

Davanti ad una prova l'uomo non ha che tre scelte:
1. combattere
2. non fare niente
3. fuggire
(Henri Laborit) Avete rimpianti/rimorsi/sensi di
colpa? A voi bloggers...aspetto di non esser sola in questo mare...e
che qualcuno mi dica che sbagliare è umano, basta saper cambiare e
riparare agli errori commessi...
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